FRANKESTEIN
ossia il Prometeo Moderno

Spettacolo/Lezione 

di Mary Shelley.

“Ti ho chiesto io, creatore, dal fango 

Di farmi uomo? 

Ti ho chiesto io 

Di trarmi dal buio?”

 

Il libro di Mary Shelley fece scalpore. Scandalo. Era il 1818 quando venne pubblicato in forma anonima e anche se stroncato dalla critica divenne immediatamente un grande successo editoriale. Il romanzo da sempre avvolto da un alone di mistero sembra celebrare un secolo di transizione che porta l’uomo ad affrontare le sue paure ancestrali trascinandolo fuori dalla superstizione e dalla credulità per scaraventarlo faccia a faccia con la scienza.

Ed è la scienza a spaventare l’uomo che si interroga sulle proprie capacità e sui propri limiti che alle volte sono barriere da superare con slancio ed intelletto altre volte sono barriere etiche e morali considerate invalicabili.

La compagnia affronta il romanzo di Mary Shelley portandone in scena una versione delicata e profonda che fa risuonare le tematiche dell’uomo che si relaziona alla conoscenza e che cerca di sfidare le leggi della natura (e di Dio) nel nome di un futuro più radioso nel quale sia possibile sconfiggere la morte. Viktor assume le sembianze di Prometeo mentre il suo ideale lentamente si trasforma in ossessione che divora e trasfigura. L’idea della vita che può sconfiggere la morte diventa l’ossessione del ritorno dalla morte, distorcendo così in modo folle e tragico il destino del geniale scienziato Viktor  Frankenstein.

La relazione tra creatore e creatura apre linee tematiche controverse che si muovono sul sottile confine della diversità e delle differenze che distinguono tutti gli uomini ed al tempo stesso li accomunano.

Durante la messa in scena gli attori si interrogano sulle tematiche proposte aprendo tra loro un dialogo coinvolgente che indaga la struttura del romanzo ed al tempo stesso ne muove in  avanti l’avvincente trama.

Uno spettacolo che si fa lezione ed una lezione che diventa spettacolo sul romanzo gotico, sul romanticismo e sulla poesia. 

 

L’esigenza della compagnia - che prosegue l’indagine sulla forma teatrale del “racconto vivo”, della narrazione e della divulgazione prosegue esplorando questa volta il genere romanzo (l’indagine è preceduta da Iliade e Le Metamorfosi) dedicando attenzione e ricerca alle dinamiche del racconto ed alla ricostruzione drammaturgica - si sposta sulle tematiche della vita, dei sogni e della follia affrontandole con delicatezza e poesia, esplorando insieme al pubblico il ignificato del testo interrogandosi sulle possibilità e le occasioni perdute. 

Il lavoro nasce dall’esigenza intima della compagnia di riportare il teatro e la forma teatrale fuori dagli schemi e dai canoni che impongono la quarta parete. Un’esigenza che trova risposta nel linguaggio artistico e creativo della compagnia che propone una forma inclusiva e coinvolgente, per tornare ad uno degli aspetti primari del teatro: lo scambio e l’incontro con l’altro.

 

 

Ideazione e Regia Riccardo Palmieri

con

Caterina Bellucci

Marco Massarotti

Riccardo Palmieri

Laura Tondelli